Verso coprifuoco alle 22, Regioni perplesse su Dpcm

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4 Novembre 2020 ITALPRESS 0
Verso coprifuoco alle 22, Regioni perplesse su Dpcm

Coprifuoco dalle 22 alle 5, chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, e la possibilità per le Regioni dove il contagio è galoppante di ulteriori misure di restrizione agli spostamenti, che possono arrivare anche al lockdown. Il governo prevede una nuova stretta attraverso un Dpcm che potrebbe essere varato già nelle prossime ore, e che sarebbe in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre. La bozza prevede che per il resto della giornata è raccomandato a tutti di non spostarsi salvo per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute. Ai teatri e ai cinema si aggiungono, tra i luoghi culturali che verranno chiusi, i musei. Il governo prevede anche regole più stringenti nelle regioni dove la situazione appare grave, e dove il livello viene definito “alto”. E qui che l’esecutivo Conte pensa a due scenari. Nel primo “è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono sospese – si legge ancora – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto”. Il secondo scenario è ancora più rigido, e alle indicazioni già riportate si aggiunge pure la sospensione delle “attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Ferma la possibilità di svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, ha trasmesso al Governo il parere sulla bozza di Dpcm. “La seconda ondata della pandemia – si legge nel parere – sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale” per questo le Regioni hanno ribadito “la richiesta di univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale”. Nel provvedimento ci sono misure che “destano forti perplessità e preoccupazione” e che “comprimono ruolo e compiti delle Regioni”, attribuendo “al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”. Per questo motivo è “indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni” caratterizzate da scenari elevata o massima gravità. Secondo le Regioni, si legge sempre nel parere, “non appaiono chiare le procedure individuate” e “le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio”. Per questo è importante che le regioni possano “partecipare al percorso di analisi”, anche per la “ricaduta delle misure a livello regionale”. Le Regioni chiedono poi che “contestualmente all’emanazione del Dpcm, sia definito con un provvedimento di legge “l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche che hanno subito e subiscono “limitazioni, sospensioni e/o chiusure”. E “con il medesimo provvedimento – si sottolinea nel parere – è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche”. Servono infine “misure normative e adeguate risorse finanziarie per i necessari congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi”. L’obiettivo deve essere quello conclude il documento – di dare “certezze al fine di scongiurare un effetto depressivo e conseguenti problemi sociali, assicurando la contemporaneità delle misure di contenimento dell’epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite”.
(ITALPRESS).